Google rilascia la versione 3 stabile per Windows del suo
browser e punta a conquistare maggiori quote di mercato. Ma c’è ancora tanto da
fare, anche sul fronte Linux e Macintosh
Una nuova e più veloce versione di
Chrome per Windows: è così che Google ha deciso di
iniziare il secondo anno di attività del suo browser web.
L’azienda di Mountain View con la versione 3 stabile di
Chrome ha ritoccato l’interfaccia e migliorato ulteriormente l’elaborazione di
Javascript con un incremento del 25% rispetto alla versione
precedente e addirittura del 150% rispetto alla prima beta: il tutto nel
rispetto dell’obiettivo originario, offrire agli utenti un browser moderno che
sia rapido nell’avviarsi e nel caricare e mostrare contenuti e servizi online..
Lo sviluppo di Chrome procede a ritmo serrato: in dodici mesi si sono susseguite
cinquantuno release per sviluppatori, ventuno beta, quindici versioni
stabili e oltre tremila bug corretti. Nonostante questo c’è ancora molto
da fare e su vari fronti.
Lo ammettono gli stessi responsabili del progetto tra cui Linus Upson, capo
dello sviluppo, che
ha dichiarato di ambire a una quota di mercato ben
superiore dello sparuto 2,8% conquistato sinora e di puntare a
raggiungere il 5% in due anni e il 10% in tre anni.
Per riuscirci Chrome dovrà lavorare sulla sua dotazione e sulle promesse fatte.
Il browser è unanimamente percepito come ancora incompleto e
c’è chi stila un elenco delle
mancanze
più gravi tra cui il supporto ai feed.
All’elenco va aggiunto anche il sistema di estensioni,
annunciato
lo
scorso dicembre ma ancora in lavorazione: forse dovrebbe godere una priorità
più alta di frivolezze come
i temi grafici.
Altrettanto importante per la crescita (perlomeno di immagine)
di Chrome sarà il curare un po’ di più le edizioni per Linux e Macintosh,
sinora neglette rispetto a quella per Windows.
Sundar Pichai, vice presidente del Product Management di Google
ha promesso in questi giorni una prima versione stabile per Mac
entro la fine dell’anno ma è innegabile che sinora gli utenti non Windows di
Chrome siano stati trattati come cittadini di second’ordine.
Su Linux e Mac sono infatti assenti novità recenti come la
sincronizzazione dei bookmark
con Google
Docs o la compatibilità con le specifiche multimediali dell’Html 5.
Il supporto a Flash è stato aggiunto tra
luglio e
agosto ed è ancora un
po’ traballante, mentre alcune funzioni chiave -come la
gestione piena dei bookmark su Mac- continuano a latitare.
[fonte: Mytech.it]