28/7/2009
- C'era una volta Microsoft
Il fondatore di BigM ricorda gli albori della sua azienda e
il mondo di allora. Gli attori sono gli stessi ma oggi il copione è cambiato.
Roma - Chissà che qualche lacrima non abbia solcato il viso di Bill Gates mentre
scrivendo su Gizmodo ricordava gli albori di Microsoft: era
il 1979 e quello di Redmond non era il colosso di oggi. Non era neanche a
Redmond, ad essere precisi: i 13 dipendenti lavoravano nei pressi di Bellevue, a
qualche chilometro di distanza dall'odierna sede di BigM.
Non sarebbe passato molto e i dipendenti sarebbero raddoppiati.
Microsoft cresceva giorno dopo giorno ma Gates temeva di svegliarsi da
un momento all'altro, mettendo fine al suo sogno: "Stavamo andando bene
- ha scritto - ma ero spaventato dalla rapidità con cui ci ingrandivamo, temevo
che tutto potesse crollare da un momento all'altro".
Gates ha ricordato poi con orgoglio quando sempre nel 1979 Microsoft pubblicò
Microsoft Adventures, uno dei primissimi titoli giocabili: "Non avrà le
caratteristiche di Halo - ha spiegato Gates - ma per l'epoca era un gioco che
faceva la sua figura". Guardando la
copertina
del game si legge for Apple II, a dimostrazione di quanto siano
cambiati gli scenari informatici negli ultimi 30 anni: il dualismo con Apple
doveva ancora nascere.
Nel 1980 è arrivato Steve Ballmer, il primo impiegato assunto per compiti di
amministrazione, e Microsoft ha proseguito la propria espansione, conquistandosi
palcoscenici sempre più grandi, fino alla sempre più accesa rivalità con Apple
dei giorni nostri, l'epoca che alcuni definiscono come quella dei social
network. Una parte della Rete (Facebook in questo caso) con cui Gates ha
spiegato
di avere chiuso, a causa delle innumerevoli richieste di amicizia che
lo tartassavano ad ogni accesso.
Vennero poi gli anni '80, i compact disc e gli yuppie. Mentre Microsoft
come tutto il settore IT allargava i suoi orizzonti anche al di
fuori degli Stati Uniti, nazioni come l'India iniziavano ad affacciarsi sullo
stage della tecnologia sfornando valenti ingegneri e programmatori che
avrebbero poi costituito, in alcuni casi, le colonne portanti di molte grandi
aziende.
L'importazione di cervelli stranieri è un
tema su cui
Gates si è soffermato più
volte e per cui ha
speso qualche parola anche nel corso di un incontro tenutosi a New Delhi:
gli Stati Uniti commettono un grave errore nell'applicare misure restrittive nei
confronti dei cittadini stranieri che approdano negli States per contribuire
all'innovazione.
[fonte: Punto Informatico]
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