17/2/2009
- Tutto il search contro lo spam degli URL
Avanza uno standard comune per trattare adeguatamente i
puntatori alle pagine web identiche. Tutto per garantire una migliore
navigabilità per gli utenti, e una maggiore visibilità per i publisher .
Roma - Avversari da sempre sul mercato, Microsoft, Yahoo! e Google
riescono in rare occasioni a mettersi d'accordo su standard e procedure generali
nel gestire le tecnologie di ricerca sul web. Proprio in una di queste rare
occasioni le tre corporation hanno accettato di implementare il
meccanismo ideato da Mountain View per semplificare l'individuazione dei
link a contenuti duplicati da parte dei crawler dei motori di
ricerca.
Il problema è rappresentato dall'esistenza, su un buon numero di siti e su
quelli di e-commerce in particolare, di URL multipli indirizzati ad
aprire la stessa pagina, la qual cosa porta i crawler suddetti a
indicizzare più volte la stessa risorsa e quindi a fornire all'utente risultati
falsati da questo spam autoindotto.
Una questione non secondaria se si considera che, secondo alcune stime, il 20
per cento degli URL del web sarebbero "doppioni" di contenuti già censiti
altrove. La soluzione ideata da Google è elegante e al tempo stesso efficace,
perché prevede semplicemente di specificare, all'interno della sezione head
della pagina web duplicata,
il nuovo attributo "Canonical Link Tag" con l'indicazione della pagina
originale a cui punta l'URL.
Naturalmente è prevista tutta una serie di misure di garanzia
per cui, qualora il referrer non andasse a buon fine e il link canonico
conducesse a un errore di pagina non trovata (404), Google continuerebbe a
indicizzare il sito come sempre, utilizzando parametri di scansione euristica
per individuare gli eventuali contenuti duplicati.
Che tutti i principali player di settore abbiano deciso di adottare la stessa
identica implementazione è a ogni modo un fatto positivo,
evidenzia il program manager di Microsoft Nathan Buggia, in
quanto "si tratta di un chiaro beneficio per i publisher perché fornisce loro
l'opportunità di avere una maggiore visibilità per mezzo dei motori di ricerca".
[fonte: Punto Informatico]
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